Teatro Antico di Ercolano – modifiche a numero di visitatori per turno

  • paerco
  • 5 marzo 2020

In ottemperanza alle misure previste dalle autorità sanitarie per l’emergenza COVID -19, e alle conseguenti disposizioni del MIBACT, si è determinata l’esigenza di ridurre il numero dei visitatori in ingresso al Teatro antico.

Pertanto, il numero massimo di persone, per ciascuno dei tre turni di visita, è di 8 unità, a partire da domenica 8 marzo 2020.

 

Avviso – Chiusura area sacra e terrazza Nonio Balbo 2 marzo. Chiusura rampa dal 2 al 6 marzo 2020

  • paerco
  • 4 marzo 2020

Il 2 marzo sono chiusi gli accessi all’ area sacra, ai Fornici e alla Terrazza di Nonio Balbo (sia la rampa Martusciello che la rampa che collega la terrazza di Nonio Balbo e il V cardo).

Dal 3 al 6 marzo 2020 la rampa che collega la terrazza di Nonio Balbo e il V cardo è chiusa al pubblico, pertanto:

  • L’accesso ai fornici sull’antica spiaggia, alla terrazza di Nonio Balbo avviene esclusivamente attraverso la rampa Martusciello
  • L’accesso ai fornici sull’antica spiaggia, alla terrazza di Nonio Balbo non avviene dal V cardo.
  • La visita al resto degli scavi avviene esclusivamente dal ponte del III cardo.

Il 4 marzo sarà chiusa al pubblico la rampa Martusciello.

Pertanto l’accesso ai Fornici e all’Antica Spiaggia è precluso per la sola data del 4 marzo.

Ci scusiamo per il disagio.

On the 2nd of March the sacred area, the Fornici Area and the Nonio Balbo terrace are closed (both the Martusciello ramp and the ramp between Nonio Balbo terrace and the V cardo are closed for maintenance).

From the 3rd to the 6th of March 2020 the ramp between Nonio Balbo terrace and the V cardo is closed for maintenance, therefore:

  • the entrance to the fornici on the ancient shoreline and to the Nonio Balbo is the martusciello ramp
  • the entrance to the fornici on the ancient shoreline and to the Nonio Balbo terrace is not the V cardo
  • the visit to the remaining part of the excavations area is the III cardo bridge.

On the 4th of March the visitors will not be able to visit the ancient shoreline and Fornici Area for maintenance work.

We are sorry for the inconvenience.

PREVENZIONE DAL CONTAGIO DA CORONAVIRUS

  • paerco
  • 3 marzo 2020

Il Parco Archeologico di Ercolano supporta la prevenzione dal contagio da Coronavirus.

Ecco alcune semplici indicazioni utili:

1- Lavarsi spesso le mani.

2- Evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute.

3- Non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani.

4- Coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce.

5- Non prendere farmaci antivirali e antibiotici, se non prescritti dal medico.

6- Usare la mascherina solo se si sospetta di essere malato o si assiste persone malate.

coronavirus disease (COVID-19) information A3

 

MUSEI, MIBACT: SOSPESA LA DOMENICA GRATUITA DI MARZO IN TUTTA ITALIA

  • paerco
  • 25 febbraio 2020

Si avvisano i gentili visitatori che domenica 1 marzo sarà sospesa l’iniziativa del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo che prevede in tutta Italia ingresso gratuito nei musei, parchi archeologici e altri luoghi della cultura dello Stato ogni prima domenica del mese.

 

On the 1st of March 2020 the initiative of the Ministry of Cultural Heritage and Activities and Tourism which provides free admission – every first Sunday of the month – to museums, archaeological parks and other places of state culture throughout Italy will be suspended.

 

Maggiori info qui.

Ercolano continua a stupire , la realizzazione dell’area giochi dei bimbi porta ad una nuova scoperta

  • paerco stampa
  • 14 febbraio 2020

 

Ercolano continua a sorprenderci ancora a quattro secoli dall’inizio degli scavi sistematici.

In Via Mare, a pochi passi dal teatro antico e dagli scavi, il Comune, il Parco e la Fondazione Packard per i Beni Culturali stanno portando a termine un innovativo progetto a cavallo tra città antica e città moderna “Via Mare-Via Cortili”. Questi lavori di riqualificazione servono a riconnettere le due città attraverso una ricucitura caratterizzata da giardini, spazi verdi e percorsi panoramici.

Qui procedendo alla rimozione di materiali di risulta e nel livellare le quote per l’installazione dell’area giochi per i bambini è stato rinvenuto un nuovo tunnel borbonico. La scoperta moderna intercetta il fascino dei pionieristici scavi del 1700 che presero le mosse proprio in questa zona dopo il ritrovamento dei muri del fronte scena del teatro sul fondo di un pozzo per l’irrigazione degli orti nel 1709. Le prime sistematiche ricerche faticarono moltissimo ad assegnare il giusto peso alla documentazione delle scoperte e degli avanzamenti. Ma ciononostante attraverso i diari di scavo e le piante dei monumenti che via via si andavano scoprendo abbiamo oggi un’idea sufficientemente chiara di cosa fu scavato e dove. Sin dopo pochi anni dall’inizio delle esplorazioni sotterranee tutta l’area a ridosso del tratto centrale dell’attuale Corso Resina era piena di pozzi attraverso i quali si scendeva ad una profondità variabile tra i 10 e i 25 metri dal piano di campagna per inoltrarsi attraverso tunnel tra strade, edifici pubblici e case di Ercolano antica.

 Il tunnel appena posto in evidenza faceva parte di questo reticolo per le esplorazioni ufficiali cui si affiancavano anche pozzi “abusivi”.

Un lavoro pubblico programmato come questo di Via Mare-via Cortili – dichiara il direttore Francesco Sirano– ci riserva sempre affascinanti conferme. Sotto la superficie moderna, dove vediamo ancora il pavimento di una delle case del quartiere abbattuto da Amedeo Maiuri per fare posto al grande scavo, la storia plurisecolare delle ricerche si impone alla nostra attenzione. In questo caso ci richiama alla mente i tunnel che andavano verso l’Augusteum, ai tempi identificato come “Basilica”. Al vedere questa galleria ho immediatamente pensato che da qui potrebbero essere passati i meravigliosi affreschi con Achille e Chirone, con Teseo e il Minotauro e le grandi statue degli imperatori della discendenza di Augusto che oggi ammiriamo al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Di questo specifico tunnel borbonico non vi era prima traccia e grazie a queste scoperte  si chiarisce ulteriormente la stratificazione della città moderna sulla città antica passando per il 700. Dopo la messa in sicurezza del materiale da costruzione si potrà esplorare il tunnel e approfondire le indagini”.

Avviso – Chiusura rampa – 2 al 7 febbraio 2020

  • paerco
  • 31 gennaio 2020

Dal 3 al 7  febbraio 2020 la rampa che collega la terrazza di Nonio Balbo e il V cardo è chiusa al pubblico, pertanto:

  • L’accesso ai fornici sull’antica spiaggia, alla terrazza di Nonio Balbo avviene esclusivamente attraverso la rampa Martusciello
  • L’accesso ai fornici sull’antica spiaggia, alla terrazza di Nonio Balbo non avviene dal V cardo.
  • La visita al resto degli scavi avviene esclusivamente dal ponte del III cardo.

Ci scusiamo per il disagio.

 

From the 3rd to the 7th of February 2020 the ramp between Nonio Balbo terrace and the V cardo is closed for maintenance, therefore:

  • the entrance to the fornici on the ancient shoreline and to the Nonio Balbo is the martusciello ramp
  • the entrance to the fornici on the ancient shoreline and to the Nonio Balbo terrace is not the V cardo
  • the visit to the remaining part of the excavations area is the III cardo bridge.

We are sorry for the inconvenience.

 

Nel 2019 Ercolano terzo parco archeologico più visitato d’Italia

  • paerco stampa
  • 25 gennaio 2020

Il Parco Archeologico di Ercolano nel 2019 è stato il terzo parco archeologico più visitato d’Italia dopo Colosseo e Pompei e si conferma stabilmente nella classifica tra i top 30 dei musei italiani più visitati (tredicesimo posto), con 558.962 visitatori, con un aumento percentuale dei visitatori del 5%. L’aumento secco del numero dei visitatori è per il Parco non un traguardo ma l’indice della partecipazione al processo di affermazione e condivisione dell’identità di questo straordinario patrimonio dell’umanità. Il dato è ancora più significativo se si pensa che dall’autonomia del Parco e sotto la Direzione di Francesco Sirano, cioè negli ultimi 3 anni, i visitatori sono aumentati del 25%. L’incremento si registra anche attraverso lo studio dei dati che riguardano le adesioni e le visite virtuali ai canali social del Parco con un aumento di followers e una crescita costante della community sia per il canale Facebook che per quello Instagram, a conferma della giusta direzione intrapresa dall’amministrazione di aprirsi con eventi diversificati a pubblici differenti e sempre più affezionati.

L’azione del parco non ha riguardato solo l’interno del recinto degli scavi, ma anche l’esterno. Qui il Parco svolge funzioni di tutela entro un territorio circoscritto, ma soprattutto sta seguendo con il Comune e la Fondazione Packard un importantissimo intervento di recupero urbano, intessendo nello stesso tempo un dialogo con i residenti fatto non di parole ma di azioni che testimoniano vicinanza e condivisione.

“L’archeologia quando si integra nel contesto dell’offerta culturale contemporaneo continua a trainare – dichiara il direttore Sirano – riesce ad appassionare i visitatori con opportunità di partecipazione ad attività differenziate. Il traguardo principale al quale tendiamo e grazie al quale stiamo raccogliendo risultati molto soddisfacenti è la rete di sinergia che il Parco è riuscita a intessere con tutti gli attori istituzionali (Comune, Città metropolitana, Regione Campania) e con i luoghi della cultura. L’intero comprensorio vesuviano sta crescendo grazie alla buona azione di network elaborata dal momento in cui è partita la nuova gestione del Parco. Crescono con noi il Parco del Vesuvio, il Mav, Pietrarsa, la Reggia di Portici, il territorio intero, dove si è registrata l’aumentata permanenza dei visitatori sul territorio che da poche ore nel 2013 è passata a 1,6 giorni nel 2019 e il raddoppio dei gestori delle strutture di accoglienza nel solo Comune di Ercolano, giunte quasi a 200, con un ritorno di crescita culturale ed economica per un territorio che amplia sempre più i propri confini”.

Laboratorio a cielo aperto accessibile a tutti, la sfida che il Parco ha raccolto è di fungere da catalizzatore di processi positivi per costruire e rafforzare l’identità di Ercolano come valore culturale tra passato e presente, per guardare al futuro. Nel corso dell’ultimo anno tutta l’azione è stata condotta secondo linee strategiche che innescassero un processo virtuoso per vincere sfide quali conciliare conservazione preventiva e fruizione, sostenibilità economica e qualità dell’offerta culturale, ricerca scientifica e inclusione sociale, archeologia e valori culturali.

La strategia organizzativa degli eventi ha messo a sistema fonti di finanziamento diverse, come il Piano di Valorizzazione Mibact e i fondi ordinari, per attivare una serie di iniziative volte all’ampliamento dell’offerta di visita, al suo arricchimento emozionale, al coinvolgimento del pubblico attraverso metodi innovativi e proposte sperimentali.

Nell’ambito della nuova strategia di bigliettazione mirata a favorire l’integrazione del Parco con altri circuiti culturali: i biglietti integrati con il Museo di Pietrarsa- Ercolano e la Vesuvio- Ercolano card (biglietto unico del circuito Artecard-SCABEC Regione Campania per visitare il gran cono del vulcano, il Parco Archeologico di Ercolano, il MAV, i Musei Universitari del Dipartimento di Agraria, la Villa Campolieto) iniziative nel segno della tessitura di una offerta culturale territoriale, in cui le istituzioni collaborano per offrire ai visitatori sempre nuove opportunità di accrescimento culturale e svago.

Tra le iniziative identitarie del Parco vanno ricordate la Festa della Musica il 21 giugno, giornata in cui il Parco rinasce al suono degli strumenti più svariati suonati dagli studenti degli istituti coreutici e Licei musicali del territorio circostante e partenopeo, un evento diffuso sul territorio con la partecipazione della Città Metropolitana di Napoli, Mav, Reggia di Portici.​

Nuova eccezionale scoperta ad Ercolano: rinvenuti i resti di cervello di una vittima dell’eruzione del 79 d.C.

  • paerco
  • 23 gennaio 2020

Nuova eccezionale scoperta ad Ercolano.

Rinvenuti i resti di cervello di una vittima dell’eruzione del 79 d.C.

Ancora una volta, l’antica Ercolano si impone al centro dell’attenzione internazionale grazie ad una nuova sensazionale scoperta ad opera di un team di antropologi e ricercatori guidato da Pier Paolo Petrone dell’Università Federico II di Napoli, che da anni studia gli effetti delle eruzioni del Vesuvio sul territorio campano e le popolazioni che lo hanno abitato nel passato.

Il New England Journal of Medicine, prestigiosa rivista medica leader a livello mondiale, ha pubblicato i risultati di uno studio sui resti di materiale cerebrale rinvenuti in una delle vittime dell’eruzione, il cui scheletro si trova ancora oggi in uno degli ambienti di servizio del  Collegio degli Augustali. Allo studio hanno preso parte il Direttore del Parco Francesco Sirano, insieme al Prof. Piero Pucci del CEINGE – Biotecnologie Avanzate e il Prof. Massimo Niola dell’Università di Napoli Federico II, insieme a ricercatori dell’Università di Cambridge.

L’eruzione, che nel 79 d.C. colpì con valanghe di cenere bollente Ercolano e Pompei uccidendo all’istante tutti gli abitanti, in poche ore seppellì l’intera area vesuviana fino a 20 km di distanza dal vulcano. Negli anni ’60, durante gli scavi condotti dall’allora Soprintendente Amedeo Maiuri, nella cenere vulcanica furono rinvenuti un letto ligneo e i resti carbonizzati di un uomo, che gli archeologi ritengono fosse il custode del Collegio consacrato al culto di Augusto.

Nell’ambito di una decennale collaborazione scientifica con Francesco Sirano, recenti indagini sul campo, condotte da Pier Paolo Petrone, hanno portato alla scoperta nel cranio della vittima di materiale vetroso, nel quale sono state identificate diverse proteine ed acidi grassi presenti nei tessuti cerebrali e nei capelli umani. L’ipotesi degli studiosi è che l’elevato calore sia stato letteralmente in grado di bruciare il grasso e i tessuti corporei della vittima, causando la vetrificazione del cervello.

La conservazione di tessuto cerebrale è un evento estremamente raro in archeologia, ma è la prima volta in assoluto che vengono scoperti resti umani di cervello vetrificati per effetto del calore prodotto da un’eruzione.

 

Sin dalle eccezionali scoperte avvenute all’inizio degli anni 80 del 900 presso l’antica spiaggia, il campione antropologico offerto dal sito di Ercolano si è rivelato di estremo interesse.- dichiara il Direttore Sirano- Gli studi di antropologia fisica sono ora supportati da analisi di laboratorio sempre più sofisticate. Stiamo inoltre associando ad esse innovative ricerche sul DNA degenerato che, come sembrano dimostrare lavori di prossima edizione da parte del dr. Petrone, ha ancora racchiuse in sé alcune parti della sequenza del codice in grado di chiarire origine e grado di parentela delle vittime ritrovate nelle rimesse delle barche presso l’antica spiaggia. Questi straordinari dati possono peraltro confrontarsi con quelli derivanti dalle analisi sui materiali organici e sui coproliti rinvenuti nel corso degli scavi nelle fogne sotto il cardo V (scavi condotti in collaborazione con la Fondazione Packard) che hanno chiarito tanti aspetti del regime alimentare e contribuito ad arricchire il quadro delle più frequenti patologie che affliggevano gli abitanti di Herculaneum.  Se pensiamo a tutto quanto conosciamo attraverso la variegata documentazione scrittoria antica formata da documenti pubblici e privati (epigrafi su marmo, tavolette cerate, papiri, graffiti)- conclude il Direttore– davvero si comprendono l’inestimabile valore  e le potenzialità ancora inespresse da questo prezioso sito UNESCO che il Parco Archeologico conserva e valorizza in un’ottica di ricerca aperta e multidisciplinare.”

Pier Paolo Petrone è antropologo forense e dirige il Laboratorio di Osteobiologia Umana e Antropologia Forense, Dipartimento di Scienze Biomediche Avanzate presso l’Università di Napoli Federico II

 

Per altre info, è possibile consultare questa scheda.

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