17 dicembre 2018 SplendOri. Il lusso negli ornamenti ad Ercolano Anteprima stampa ore 11,30

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  • 13 dicembre 2018

Parte SplendOri. Il lusso negli ornamenti ad Ercolano la prima mostra del Parco Archeologico di Ercolano all’interno dell’Antiquarium, anche questo per la prima volta aperto alla fruizione del pubblico.

L’anteprima stampa lunedì 17 dicembre alle ore 11,30, interverranno

o   Il Sottosegretario di Stato del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, sen. Lucia Borgonzoni

o   Il Direttore del Parco Archeologico di Ercolano, Francesco Sirano.

o   Il sindaco del comune di Ercolano, Ciro Bonajuto

 

All’anteprima per la stampa sarà presente inoltre lo studente più meritevole della scuola di design di gioielli del territorio, a enfatizzare la connessione dei talenti e la continuità tra presente e passato della tradizione orafa artigianale.

La Mostra aprirà al pubblico il 20 dicembre 2018 e rimarrà visitabile fino al 30 settembre 2019.

La Mostra SplendOri. Il lusso negli ornamenti ad Ercolano è parte del progetto culturale del Parco Archeologico di Ercolano che lancia il ricco programma espositivo “ERCOLANO 1738-2018 TALENTO PASSATO E PRESENTE” attraverso il quale il Direttore Sirano, assieme a tutto lo staff del personale del Parco, intende dare nuovo stimolo alla valorizzazione dell’inestimabile patrimonio culturale rappresentato dai reperti provenienti dagli scavi novecenteschi e destinati al museo del sito.

Dopo la partenza con la mostra pilota SplendOri. Il lusso negli ornamenti ad Ercolano, ancora due tappe accompagneranno i visitatori alla scoperta di aspetti salienti e identitari dell’antica Herculaneum: la grande tradizione artigianale legata alla lavorazione del legno, per poi passare ai piaceri della tavola.

Accrediti stampa all’indirizzo ercolano.ufficiostampa@beniculturali.it; cell. 347.9430130.

Possibilità di parcheggio in via IV Novembre (Scuola Rodinò).

Giornata Internazionale della disabilità al Parco Archeologico di Ercolano 3 dicembre 2018

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  • 1 dicembre 2018

Si celebra lunedì 3 dicembre la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, evento promosso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali,  appuntamento  istituito nel 1981, in occasione dell’Anno Internazionale delle Persone Disabili, con lo scopo di promuovere una più diffusa e approfondita conoscenza sui temi della disabilità, sostenere la piena inclusione delle persone con disabilità in ogni ambito della vita e allontanare ogni forma di discriminazione e violenza.

Per l’occasione il Parco Archeologico di Ercolano accoglierà coloro che si esprimono nella lingua dei sordi con visite gratuite in LIS.

In collaborazione con Coopculture e Cooperativa sociale Giancarlo Siani, il 3 dicembre alle ore 11.00 e alle ore 14.00 partiranno due visite con traduzione in LIS per due gruppi di 30 partecipanti ognuno.

Prenotazioni alla mail segreteria@cooperativasiani.com, attraverso un messaggio privato alla pagina facebook del Parco Archeologico di Ercolano o al numero 347.9430130.

Il Parco intende inoltre promuovere con forza l’integrazione e l’apertura del sito in favore delle persone sorde e, a tal fine, è in corso di perfezionamento un  protocollo di intesa con l’Ente Nazionale per la protezione e l’assistenza dei Sordi (E.N.S.) con lo scopo di migliorare l’accesso e la fruizione del patrimonio archeologico offerto dal Parco, e di mettere il Parco stesso nelle condizioni di accogliere e relazionarsi in modo adeguato.

Un tema che mi è particolarmente caro quello dell’accessibilità – dichiara il Direttore Sirano – perché si tratta di un’occasione di inclusione e di arricchimento tanto per i visitatori quanto per noi del Parco. Sono da sempre fautore di visite multisensoriali che possano coinvolgere ognuno nella fruizione delle bellezze del Parco secondo le diverse sensibilità. Ritengo questa occasione solo una tappa del processo di partecipazione sempre più ampia di pubblici, tra i quali coloro che hanno esigenze speciali saranno al centro di iniziative nel corso del 2019”.

Torna inoltre domenica 2 dicembre,  l’appuntamento #Domenicalmuseo con ingresso gratuito  a  siti archeologici e monumenti in tutta Italia che accoglieranno liberamente cittadini e turisti per una giornata dedicata alla scoperta del patrimonio culturale nazionale.

Ercolano, inaugurata la nuova illuminazione dell’ingresso storico degli Scavi archeologici

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  • 1 dicembre 2018

È attiva da questo fine settimana la nuova illuminazione all’esterno dell’ingresso del Parco Archeologico di Ercolano. Grazie all’elegante gioco di luci che sfrutta l’architettura dell’esedra dello storico accesso di corso Resina, è stato valorizzato il varco che segna il confine tra la città antica e quella moderna. A realizzare la nuova illuminazione è stata la società Engie che dal maggio scorso ha avviato una partnership con il Comune di Ercolano per la gestione e riqualificazione degli impianti di illuminazione pubblica.

«La nuova illuminazione dell’ingresso storico al parco da Corso Resina concretizza ancora una volta la collaborazione interistituzionale, pubblico-privato che questa Direzione promuove sin dal suo insediamento – spiega Francesco Sirano, direttore del Parco Archeologico di Ercolano -. Il luogo è carico di valori simbolici: per lungo tempo punto di discrimine tra le due città che non si parlavano, oggi sempre più un passaggio per tutti tra due tempi, due realtà, due luoghi popolati da cittadini e visitatori consapevoli di entrambi i luoghi. Le luci artistiche installate nell’esedra d’ingresso agli scavi smaterializzano le strutture murarie: ed è proprio così che vogliamo vedere il Parco senza barriere e integrato nella città, che cresce con la città e insieme ad essa scopre i tanti valori culturali che permeano questi luoghi da 300 anni, facendo della vita all’ombra di un terribile Vulcano un capolavoro di arte e di civiltà che non può essere spento né ignorato nonostante le difficoltà contingenti e strutturali che attanagliano la quotidianità».

«Gurdare al futuro senza mai dimenticare il nostro passato: è questa la filosofia che ci ha spinto ad avviare una partnerhip con Engie mirata all’ammodernamento dell’impianto di pubblica illuminazione e, contestualmente, a una risparmio energetico che, oltre a un valore economico, ha un enorme significato etico – dice Ciro Buonajuto, Sindaco di Ercolano -.. Il lavoro compiuto all’ingresso storico degli Scavi archeologici segna una tappa importante per la valorizzazione del nostro inestimabile patrimonio storico e culturale»

«Siamo onorati di essere partner del Comune di Ercolano, località riconosciuta oltre i confini italiani per la sua eredità storica ed archeologica, patrimonio dell’Unesco” – dichiara Fabrizio Di Battista, Direttore Area Adriatica Sud di Engie Italia -. Quale architetto del territorio, collaboriamo attivamente con oltre 350 comuni italiani per progetti di efficienza energetica, nell’ambito dei quali gestiamo oltre 400.000 punti luce. Per il Comune di Ercolano stiamo riqualificando l’ingresso del sito archeologico degli Scavi con tecnologia led di ultima generazione, ad alta efficenza, e installando pali fotovoltaici e intelligenti. Tali interventi consentiranno una riduzione dei consumi energetici di oltre il 65% , pari a un taglio delle emissioni di CO2 di circa 850 ton all’anno. Il nostro obiettivo è conciliare interessi individuali e collettivi, affiancando i comuni nella realizzazione di progetti virtuosi, a beneficio dell’ambiente, di una migliore qualità di vita delle persone, di un progresso più armonioso».

Il Parco Archeologico di Ercolano avvia una stagione di mostre per preparare il Museo

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  • 19 novembre 2018

Nell’ambito del proprio progetto culturale, il Parco Archeologico di Ercolano da dicembre lancia il programma espositivo “ERCOLANO 1738-2018 TALENTO PASSATO E PRESENTE” attraverso il quale intende dare nuovo stimolo alla valorizzazione dell’inestimabile patrimonio culturale rappresentato dai reperti provenienti dagli scavi novecenteschi e destinati al museo del sito. Tre tappe accompagneranno i visitatori alla scoperta di aspetti salienti e identitari dell’antica Herculaneum: l’espressione del lusso, la grande tradizione artigianale legata alla lavorazione del legno, i piaceri della tavola.

Esporre all’attenzione dei visitatori l’interessantissimo materiale archeologico conservato nei depositi, e sinora illustrato in modo episodico, – dichiara il Direttore Francesco Sirano– lo ritengo un obiettivo imprescindibile della mia direzione, accanto alla conservazione programmata. Con queste mostre intendiamo porre le basi per la definitiva esposizione nel museo del sito di tutti i reperti che dal 1927 in poi Amedeo Maiuri volle che restassero qui e non confluissero più nelle collezioni del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Con queste mostre parte un processo museografico che non resterà confinato ai laboratori ma coinvolgerà il pubblico come parte attiva della costruzione di un museo che garantisca un’effettiva esperienza di conoscenza. E’ necessario colmare in tempi rapidi una terribile lacuna nell’esperienza di visita del sito e interrompere il silenzio che dura da oltre 40 anni: il pubblico deve potere ascoltare proprio nell’area archeologica il racconto proveniente dai numerosissimi oggetti d’uso comune: arredi, ornamenti personali e strumenti di lavoro, decorazioni, mobili in vario materiale, dell’incredibile mole di reperti organici proveniente direttamente dalle case, dalle strade, dalle mense degli antichi ercolanesi. Finalmente dobbiamo portare a compimento lavori, studi, restauri condotti per decenni dall’amministrazione dello Stato con tanto sacrificio e passione da parte di tanti colleghi e studiosi e, non da ultimo, con notevole investimento finanziario. Sullo sfondo il dialogo intenso e la ultra decennale collaborazione con la Fondazione Packard con il cui Presidente, Dr. David Packard, si stanno valutando possibili scenari di cooperazione e partenariato proprio per imprimere una definitiva svolta storica per il Parco e il suo Museo”.

La prima mostra, “SplendOri. Il lusso negli ornamenti ad Ercolano”, si propone di presentare al visitatore non semplicemente monili d’oro e oggetti preziosi, ma manufatti di uso personale e quotidiano che ci appaiono non comuni, per fattura e materiale, e provengono da contesti trasversali ai quali saranno riferiti. Questi contesti di provenienza saranno illustrati sotto una luce particolare, quella della declinazione del lusso, concetto che assomma in sé molto più del mero valore intrinseco e venale, ma si carica di significati ideologici, politici, sociali, culturali, religiosi. Ambientazioni ideali domestiche e botteghe, oggetti dall’Antica Spiaggia carichi di valori simbolici e (non solo) di tipo economico, significativamente portati con sé dai rifugiati che attesero invano salvezza dal mare, restituiscono uno spaccato di vita con un taglio ben preciso che predilige ed esalta quest’aspetto della società ercolanese in tutte le sue sfaccettature.

I temi dunque della ricchezza, del valore economico sociale  e della bellezza rappresenteranno i contenuti del percorso espositivo che troverà la sua dimora nell’Antiquarium del Parco Archeologico.

L’Antiquarium  sarà per la prima volta aperto al pubblico al termine di lavori di adeguamento, con particolare riferimento alla sicurezza dei reperti e alle condizioni ambientali, per la gran parte imposti dai tanti anni trascorsi dall’oramai lontana data di collaudo di questo edificio nel 1978. “Per la mostra”- aggiunge il Direttore- abbiamo seguito una strategia di risparmio economico ed è stato utilizzato tutto quanto nei decenni scorsi era già stato realizzato o acquistato: ad esempio le vetrine che avranno solo degli adattamenti”.

Per la prima volta una collezione di monili e preziosi, tanto massiccia per quantità e valore, verrà presentata al pubblico sul luogo stesso del ritrovamento; oggetti appartenuti agli antichi ercolanesi, alcuni ritrovati con gli abitanti nel tentativo di porli in salvo dalla imminente catastrofe dell’eruzione, altri ritrovati nelle dimore dell’antica città. Ogni materiale esposto sarà messaggero di una storia di antico artigianato e manifattura, di rango e di simbolo, di protezione e bellezza, oltre che dell’ulteriore valore acquisito per essere appartenuto ad un abitante e essere stato coinvolto nella tragedia della città distrutta dalla furia del Vesuvio.

Dopo la mostra degli ori, nel 2019 il Parco Archeologico di Ercolano ha programmato di offrire al pubblico ulteriori occasioni per approfondire la conoscenza dei luoghi, della storia e delle tradizioni dell’area vesuviana con la diffusione in sedi prestigiose del territorio (la Villa Campolieto e la Reggia di Portici) di altre due mostre che approfondiranno i temi dell’arte lignea e dell’alimentazione, “esibizioni che– dichiara il Direttore- si arricchiranno anche di valori simbolici e dimostreranno, attraverso la concreta prassi amministrativa e tecnico organizzativa, come sia possibile e necessario che, all’interno della buffer zone del sito UNESCO di Herculaneum, tutte le istituzioni e le realtà culturali ed economiche sane concorrano a ‘fare sistema’ per restituire a questo territorio centralità culturale e qualità della vita che lo hanno caratterizzato per secoli”.

Incontro Internazionale di Studio.La cultura dell’antico a Napoli nel Secolo dei Lumi 14/16 novembre Società Nazionale di Scienze, Lettere e Arti/MANN/ Parco Archeologico di Ercolano

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  • 13 novembre 2018

12 novembre. Istituzioni in rete per un importante incontro internazionale: il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università “Federico II” di Napoli, il MANN, il Parco Archeologico di Ercolano promuoveranno, dal 14 al 16 novembre, tre giornate di approfondimento dedicate a “La cultura dell’antico a Napoli nel Secolo dei Lumi”.

Il nostro territorio, infatti, è stato felice contesto espressivo di un profondo fermento intellettuale che ha animato, nel corso del Settecento, l’indagine filosofica, storico-letteraria, naturalistica, giuridica: una sensibilità particolare si è riflessa, ancora, negli studi sull’antico, inteso come base per riscoprire le radici culturali europee e fondare un nuovo approccio al tema della conservazione delle opere d’arte e del collezionismo.

In un arco temporale compreso tra il 1709 (inizio del viceregno austriaco) ed il 1799 (repressione della Repubblica partenopea), sono molteplici le esperienze culturali che hanno connesso lo studio del passato alla nuova visione dell’intellettuale propria del secolo dei Lumi, trovando, in alcuni casi, una felice interlocuzione con sovrani quali Carlo e Ferdinando IV di Borbone.

L’incontro internazionale “La cultura dell’antico a Napoli nel secolo dei Lumi” rappresenterà, dunque, la dimensione poliedrica di un’indagine scientifica che, ancora oggi, conserva la propria attualità: il convegno sarà inaugurato mercoledì 14 novembre (ore 10), presso la Società Nazionale di Scienze, Lettere e Arti (via Mezzocannone 8), alla presenza del Rettore e del Prorettore dell’Ateneo federiciano, rispettivamente Gaetano Manfredi ed Arturo De Vivo, del Direttore del Dipartimento di Studi Umanistici Edoardo Massimilla, del Presidente dell’Accademia di Archeologia, Lettere e Belle Arti Giovanni Polara e del prof. Francesco Aceto (Dottorato in Scienze Storiche, Archeologiche e Storico-artistiche); nel pomeriggio, dalle 14.30, i lavori saranno programmati nella Sala conferenze del MANN.

Giovedì 15 novembre, a partire dalle 9.30, nuovo momento di confronto alla Società Nazionale di Scienze, Lettere e Arti, mentre il giorno successivo, conclusione dell’incontro nello splendido scenario  del Parco Archeologico di Ercolano, con visita all’antico teatro.

“I musei devono essere concepiti, sempre più, come luoghi di confronto, per ricostruire, anche grazie ad una corposa indagine scientifica, le radici culturali che hanno reso grande la nostra storia”, ha commentato il Direttore del Museo, Paolo Giulierini.

Compiacimento per il network messo in campo espresso dal Direttore del Parco Archeologico di Ercolano, Francesco Sirano, che dichiara: “Prosegue l’attività istituzionale del Parco di Ercolano che coniuga l’attività di fruizione con quella ricerca e produzione scientifica. Ercolano, dove significativamente ricorrono 280 anni dall’inizio degli scavi borbonici, richiama il suo ruolo non solo come oggetto di studio ma anche come promotore di attenzione su un’epoca che ne ha visto la ribalta”.

L’evento, cui parteciperanno importanti studiosi italiani e stranieri, è organizzato da Carmela Capaldi in collaborazione con Arturo De Vivo, Carlo Gasparri, Edoardo Massimilla, Massimo Osanna, Valeria Sampaolo.

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Il Ministro Bonisoli al Parco Archeologico di Ercolano

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  • 9 novembre 2018

Si è svolta nel pomeriggio di oggi, 9 novembre, la prima visita del Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Alberto Bonisoli, al Parco Archeologico di Ercolano. Entusiasta il Ministro che ha dichiarato di voler prendere atto dei luoghi di persona, per avere una chiara idea di opportunità, criticità eventuali e progettualità dei siti. Del Parco Archeologico di Ercolano, oltre che ammirare le antiche bellezze archeologiche, insiste perché si enfatizzi l’esigenza di fare sistema; secondo Bonisoli ogni progettualità attuata all’interno delle mura della città antica non avrebbe senso se non condivisa e compartecipata con il contesto e con il territorio, attrattore tanto ricco di beni paesaggistici e culturali.

A fare gli onori di casa il Direttore del Parco Archeologico , Francesco Sirano, che dichiara di essere orgoglioso di avere una squadra di lavoro coesa, appassionata, valida, preparata, che supporta con impegno e capacità la spinta propulsiva che la nuova nascita del Parco ha impresso al sito di Ercolano, “Ercolano è il primo sito in Italia che attua una conservazione programmata, con cicli triennali che alternano interventi ordinari, straordinari e azioni approfondite di restauro conservativo. Il Parco ha avviato la costruzione di un network di istituzioni, istituti di ricerca, enti territoriali nazionali e internazionali, la cui valenza scientifica e culturale costituisce la base per la futura creazione di un vero e proprio Centro di Studi. Nell’attesa di poter disporre di un Museo, – continua il Direttore – il Parco ha già avviato un programma espositivo “ERCOLANO 1738-2018 TALENTO PASSATO E PRESENTE” che da dicembre porterà i visitatori a scoprire prima gli ori, poi l’arte lignea, poi i piaceri della tavola dell’antica Herculaneum. È fondamentale il partenariato con il Packard Humanties Institute – termina Sirano – cha ha già negli anni assicurato un elevato livello di conoscenza e di sicurezza del patrimonio e con cui questo Parco auspica di potere presto ampliare la collaborazione per proiettare il Parco Archeologico verso Ercolano 2030”.

La manutenzione programmata del Parco Archeologico di Ercolano è finalmente realtà. Al via da Lunedì 5 novembre il contratto di manutenzione ordinaria di durata triennale

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  • 5 novembre 2018

Lunedì 5 novembre 2018, negli uffici di direzione del Parco Archeologico di Ercolano, è prevista la firma del contratto di manutenzione ordinaria dei resti archeologici per tre anni (2018-2020) grazie alla quale il Parco si pone all’avanguardia in Italia mettendo in pratica un processo di manutenzione programmata completo.

Infatti, dallo scorso giugno è iniziato un cantiere di manutenzione straordinaria le cui attività si integrano con quelle ordinarie. Un secondo intervento di manutenzione straordinaria, già programmato e finanziato per il 2019/2020, concluderà questo Primo Ciclo di manutenzione programmata.

I lavori saranno diretti dal personale interno del Parco, tra i quali nuovi funzionari statali e i membri della Segreteria tecnica da pochi mesi insediati sul sito, che con entusiasmo, professionalità e spirito di squadra ha raccolto la sfida dell’innovazione lavorando fianco a fianco con i membri dell’Herculaneum Conservation Project che non vedevano l’ora di potere condividere l’enorme bagaglio di conoscenze e di nuovi approcci progettuali accumulati in 17 anni di esperienza.

L’area archeologica è, contemporaneamente, interessata da alcuni importanti interventi di restauro profondo di strutture e apparati decorativi: il cantiere della Casa del Bicentenario è già in fase avanzata; sono in fase di attuazione le gare per l’area dell’Antica Spiaggia, per la progettazione del consolidamento e della sistemazione idrologica della Villa dei Papiri, infine il restauro di sei tra le più importanti domus di Ercolano.

“Tanto la Casa del Bicentenario, quanto le sei domus che saranno restaurate- dichiara il Direttore Francesco Sirano- sono chiuse dagli anni 80 del secolo scorso. Le case del Colonnato Tuscanico, dell’Atrio a Mosaico, la Casa a Graticcio, la casa del Mobilio carbonizzato, solo per citare le più note, rappresentano pietre miliari non solo per Ercolano, ma per la storia dell’architettura romana. Basti pensare che sino alla scoperta della casa a graticcio, questa particolare tecnica edilizia basata sul risparmio di materiale pietroso e sull’uso del legno, si riteneva tipica del Medio Evo e invenzione dei paesi del Nord Europa.”

L’insieme di questi progetti vale circa 20 milioni di Euro (finanziamenti in parte ordinari ricevuti dalla ex Soprintendenza Pompei, in parte fondi CIPE FSC del Governo).

A questi fondi si aggiungono quelli del bilancio ordinario del Parco per il 2019, approvato in perfetto tempismo con le previsioni di norma il 31 ottobre scorso, con i quali saranno portati avanti interventi di manutenzione straordinaria e di valorizzazione delle strutture e dei servizi della sicurezza e dell’accoglienza nel sito.

“Una delle sfide del Parco- aggiunge il Direttore- è quella di riuscire a creare le condizioni affinché la manutenzione ordinaria a partire dal Secondo Ciclo (2021-2023) possa essere garantita dai proventi raccolti direttamente dall’Istituto e inseriti sul Bilancio ordinario di previsione.”

Il Parco ha attivato come centrale di Committenza Invitalia che ha già concluso alcune procedure e ha preso in carico con la consueta grande professionalità le gare per l’Antica Spiaggia e il progetto Sei Domus.

“E’ con particolare orgoglio e senso di gratitudine- prosegue il Direttore- che voglio ricordare il fondamentale supporto garantito dalla Fondazione Packard e dal team dell’Herculaneum Conservation Project. Tutte le progettazioni che abbiamo ricordato scaturiscono dall’Accordo attivo sul sito dal 2001 che ha messo Ercolano all’avanguardia non solo nello studio scientifico e delle più avanzate tecniche di restauro conservativo, ma anche come esempio ancora unico in Italia di stretta cooperazione pubblico-privato”.

“Grazie ad un grande lavoro portato avanti negli ultimi 20 anni dalla ex Soprintendenza Pompei e dalla Fondazione Packard, il Parco Archeologico di Ercolano si candida oggi ad essere un grande laboratorio all’aperto non solo per la gestione programmata ma anche per la valorizzazione e l’integrazione del Parco nel territorio di competenza. Siamo impegnati- conclude il Direttore- con l’Unità Grande Pompei, con la Fondazione Packard, con il Comune di Ercolano e con gli altri Enti territoriali a disegnare una nuova straordinaria pagina per il futuro sostenibile nella Buffer Zone UNESCO”.

Lara Favaretto “Indagare il sottosuolo. Atlante delle Storie omesse”. Grazie a un progetto del Madre, arte contemporanea e archeologia continuano il loro dialogo al Parco Archeologico di Ercolano. Orario invernale – 4 novembre #Domenicalmuseo

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  • 26 ottobre 2018

Il Parco Archeologico di Ercolano collabora al progetto Indagare il sottosuolo. Atlante delle Storie omesse di Lara Favaretto, vincitore del bando Italian Council 2017 del MIBAC, Madre – museo d’arte Donnaregina di Napoli e la Fondazione Sandretto Re Rebaundengo di Torino.

Il progetto Indagare il sottosuolo. Atlante delle Storie omesse propone un’indagine sul territorio volta a tracciare una mappatura di zone sensibili, luoghi che custodiscono tracce di storie laterali, dimenticate, boicottate, impresse e sedimentate nel sottosuolo e che saranno portate alla luce e mappate attraverso una serie di carotaggi per farle emergere fisicamente dalla terra che le ha sepolte. Il carotaggio al Parco Archeologico di Ercolano riguarda la rampa dell’Antica Spiaggia di Herculaneum, dove, a testimonianza dell’evento sarà collocata una placca commemorativa. Una pubblicazione digitale ricostruirà l’articolarsi delle storie, mentre i carotaggi saranno prima esposti presso spazi di competenza del Parco Archeologico di Pompei e poi archiviati in uno speciale contenitore in ferro che si configura come una Time Capsule, una “macchina del tempo” che conserverà tutti i carotaggi effettuati, per poter essere tramandati al futuro quale donazione dell’artista al patrimonio culturale italiano.

“L’arte contemporanea- dichiara il Direttore del Parco Archeologico di Ercolano – si conferma un mezzo per guardare al patrimonio archeologico con occhi diversi, ma non meno interessanti e rivelatori. Che una tecnica geologica possa trasformarsi in una sorta di siringa carica del farmaco della memoria mi sembra cosa straordinariamente vicina alla missione del Parco che sin dai suoi esordi sta esplorando i valori immateriali che dallo scavo dell’antica Ercolano possono venire al cittadino contemporaneo.”

Nell’anno delle celebrazioni per i 90 anni dall’inizio delle esplorazioni condotte da Amedeo Maiuri, il dialogo tra archeologia e arte contemporanea al Parco Archeologico di Ercolano si è articolato tra allestimenti di tipo più tradizionale e  installazioni creative: Shopping (scarica il dépliant ITA, ENG, FR); Scavare (scarica il dépliant ITA, ENG, FR); Expanded Interiors: Casa del Bel Cortile, Catrin Huber (scarica il dépliant ITA, ENG, FRA).

Ancora si sono tenuti incontri con gli artisti, laboratori didattici con il coinvolgimento delle realtà territoriali, tra cui il MAV, l’Accademia di Belle Arti di Napoli, le scuole del territorio,  con laboratori dedicati all’integrazione tra codici espressivi.

Gli spettacoli Herculaneum Experience, che hanno animato le serate estive al Parco, hanno visto  inoltre l’integrazione di linguaggi tra danza, musiche, attori, proiezioni, stimoli sensoriali. Si conferma quindi una nuova apertura verso l’integrazione di linguaggi espressivi diversi, accomunati dall’intento di raccontare la bellezza.

Intanto, a partire dal I novembre e fino al 31 marzo,  al Parco Archeologico di Ercolano torna in vigore l’orario invernale, con apertura alle ore 8.30, chiusura biglietteria alle ore 15.30, chiusura Parco alle ore 17.00; appuntamento del prossimo 4 novembre è #Domenicalmuseo, iniziativa del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che prevede l’accesso gratuito ai siti statali.

Avvio della fase conclusiva del progetto Maiuri Pop Up: Expanded Interiors. Catrin Huber incontra guide turistiche e visitatori del Parco

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  • 22 ottobre 2018

L’artista Catrin Huber, attraverso un approccio sperimentale, mette in dialogo l’arte contemporanea con spazi e oggetti della casa e dell’abitare nei siti vesuviani.

Tale sperimentazione si è incontrata con la progettazione culturale del Parco Archeologico di Ercolano inserendosi nelle iniziative collegate al 90° anniversario dall’inizio degli scavi Maiuri. E’ stata allestita una mostra nella casa del Bel Cortile, già individuata negli anni 50 come spazio espositivo da Maiuri, in cui venne istituito l’Antiquarium ercolanese con lo scopo di dare una visione dell’ambiente familiare e delle vita domestica nell’antica Ercolano.

L’iniziativa non si limita all’esposizione, ma si basa su un processo condiviso che punta a coinvolgere determinate categorie di portatori di interesse che il Parco ha inteso coinvolgere attraverso iniziative e attività culturali di formazione e socializzazione indirizzate soprattutto alla comunità locale.

Il prossimo 30 ottobre 2018 l’artista Catrin Huber, che tra l’altro è docente della Newcastle University, nell’ambito del progetto avviato dal Parco Archeologico di Ercolano e in collaborazione con l’Herculaneum Conservation Project, incontrerà le guide regionali, che sono invitate a partecipare ad un approfondimento tematico sul progetto esplorando il rapporto tra manufatti e spazio domestico. L’incontro si terrà presso il sito archeologico di Ercolano, nella casa del Bel Cortile, alle ore 15:00. La partecipazione è aperta a tutte le guide regionali autorizzate che possono comunicare l’interesse a partecipare all’incontro all’indirizzo e-mail hcp@herculaneum.org entro le ore 12 del 29 Ottobre 2018.

Il 30 e il 31 ottobre il progetto, che si avvale dello stesso team organizzativo, uscirà dal Parco e verrà portato, attraverso laboratori, nelle scuole di Ercolano. Si tratta di un laboratorio artistico che attraverso linguaggi contemporanei vuole tentare di far riflettere i partecipanti sull’utilizzo, pratico ma anche sociale, dell’arte decorativa nell’antica Ercolano. Gli istituti scolastici coinvolti sono l’Istituto Iovino-Scotellaro , il II circolo didattico Giampaglia e il I circolo didattico G. Rodinò.

Il 4 novembre sarà la volta dell’incontro dell’artista con i visitatori: dalle 11.30 alle 12.30 l’artista Catrin Huber accompagnerà i turisti in una visita alla Casa del Bel Cortile per condividere i concetti della sua istallazione artistica.

“In questa maniera” dichiara il Direttore Sirano “si concluderanno le iniziative per ricordare l’inizio degli scavi Maiuri nella forma idealmente più vicina allo spirito del grande archeologo che fu di avvicinare gli scavi ai cittadini e, in primis, ai moderni ercolanesi. Un’identità e un orgoglio di appartenenza che occorre rinsaldare per costruire future iniziative culturali e di sviluppo del turismo sostenibile per valorizzare questo territorio i cui valori immateriali superano di gran lunga quelli legati al pur straordinario sito archeologico”.

L’Ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, Lewis M. Eisenberg, in visita al Parco Archeologico di Ercolano

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  • 20 ottobre 2018

L’Ambasciatore degli Stati Uniti assieme alla moglie Judith Eisenberg per le strade dell’antica Ercolano hanno potuto ammirare e apprezzare la bellezza e l’unicità del sito di Ercolano così come unica risulta la collaborazione tra tutti gli enti coinvolti.

Gli onori di casa del Direttore Francesco Sirano che ha accolto l’Ambasciatore e la consorte conducendoli attraverso le vie del Parco “Onorato e felice” si dichiara il Direttore Sirano che ha accompagnato la coppia alla scoperta del sito illustrando i monumenti e le case più significative. Il Direttore ha anche condiviso la visione strategica che il Parco sta seguendo sia nella conservazione programmata, sia nell’attività di valorizzazione dello straordinario patrimonio materiale e immateriale di Ercolano antica. “E’ un piacere particolare – ha aggiunto il Direttore – ricevere l’ambasciatore degli Stati Uniti anche perché Ercolano beneficia da oramai 17 anni del sostegno e del supporto del Packard Humanities Institute, sotto la guida illuminata del suo presidente Dr. David Packard, secondo un modello di collaborazione pubblico-privato ancora oggi unico in Italia che consente di condividere saperi, competenze pluridisciplinari e ricerche per realizzare buone pratiche da mettere a disposizione anche di altri siti”.

Entusiasta l’Ambasciatore – che ha espresso il desiderio di tornare presto in visita nell’antica città – ha definito il Parco Archeologico di Ercolano un sito di straordinaria bellezza, e ha anche sottolineato l’efficacia della partnership pubblico-privata con il Packard Humanieties Institute nella conservazione del sito.

Di tempi cambiati parla la manager dell’Herculaneum Conservation Project, Jane Thompson “al Parco Archeologico di Ercolano oggi tra un eccellente team di colleghi funzionari e il direttore alla guida vi è ormai una trasversale capacità di comunicazione oltre che entusiasmo e orgoglio per i ruoli assegnati come prova che il partenariato transatlantico pluriennale può fare salti da gigante e diventare un precedente per il patrimonio culturale di tutto il mondo ma anche per l’investimento di privati nel Sud Italia”.

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